"Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi... " Eliot Rosewater

martedì 22 febbraio 2011

Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso
immagine di Bassani Srimalie
http://srimaliebassani.blogspot.com/




C' una volta un lupo che aveva una gran fame, da molto tempo non metteva sotto i denti qualcosa di morbido e succulento. Pochi giorni prima era quasi riuscito a mangiarsi tre porcellini, ma quei maledetti l'avevano fatta franca rifugiandosi dentro una casa di mattoni. Ai voglia a soffiare per cercare di buttarla giù, quella casa non si era mossa di un millimetro. Il lupo allora aveva provato a entrare dal camino, ma la coda aveva preso fuoco ed era dovuto scappare a gambe levate.
Il lupo, depresso, si osservò la coda annerita e spelacchiata, e pensò
che forse era il caso di chiamare il suo analista per un nuovo appuntamento. Stava quasi per comporre il nu
 mero sul telefonino quando sentì dei passi alla sue spalle ; Si girò di scatto e fu tanta la meraviglia quando si trovò di fronte una bambina.
Una bambina!” esclamò il lupo
Un lupo che parla!” gridò la bambina
Il lupo aveva già l'acquolina in bocca e stava per mangiarsela in un sol boccone, quando la curiosità prese il sopravvento: che ci faceva una bambina sola nel bosco? Con voce gentile glielo chiese.
Sto portando delle medicine alla mia nonna, che abita laggiù in città, in via Bargicchi al n.7.” disse lei “ non sta molto bene, soffre di gastrite”
Ma guarda un po', ne soffro anche io! Che cosa usa, Ranidil, Raniditina, Lansoc, oppure il Peptazol ?”
Veramente gli sto portando dei medicinali scaduti che avevamo in casa. Tanto è quasi cieca e non se ne accorge. La mia mamma dice che è inutile spendere dei soldi per lei, dato che ha già un piede nella fossa.”
Mi sembra giusto!” disse il lupo “ però i tuoi genitori dovrebbero stare attenti a mandarti in giro da sola. Potresti incontrare un lupo famelico, che ti mangerebbe in un sol boccone!”
La bambina fece spallucce. “i miei genitori sono separati. Mio papà lavora sulle navi mercantili, e mia mamma è sempre presa a fare le pulizie nella casa dei sette nani, non bada molto a me. E' una stronza!” e scoppiò a piangere.
Su, non fare così, piccina.” disse il lupo imbarazzato, poi cercando di cambiare discorso le chiese il nome. La bambina rispose:
Mi chiamo Rosalinda von Kuber de Rustendolf, ma tutti mi chiamano Cappuccetto Rosso, per via di questo orrendo vestitino che sono costretta ad indossare sempre.”
in effetti la bambina indossava un ridicolo vestitino rosso col cappuccio a punta, che la faceva sembrare un'adepta di una qualche setta satanica. Il lupo decise che ne aveva abbastanza di tutte quelle chiacchiere, aprì le fauci per papparsi la bambina, quando un pensiero gli attraversò la mente: “Potrei correre dalla nonna, farmi aprire,mangiarla, nascondermi sotto le lenzuola, aspettare l'arrivo di Cappuccetto Rosso, e mangiare anche lei!”
Era un piano davvero ridicolo, ma quel lupo non era proprio un pozzo di scienza. A dirla tutta, era veramente un idiota. Non per niente alla fine di questa favola, grazie a tutte queste scemenze, il lupo morirà. Ma andiamo avanti nel racconto.
Il lupo disse alla bambina: “Senti, piccina, perchè non raccogli un po' di fiori per la tua nonna? Sono sicuro che ne sarà contenta, potrebbe anche darti una mancetta!”
Cappuccetto Rosso battè forte le mani “ Che idea magnifica! Raccoglierò un po' di fiori e ne farò una bella corona. Metti che arrivo in città e la trovo morta stecchita, almeno non avrò fatto la strada inutilmente..”
Neanche Cappuccetto Rosso brillava per intelligenza. Anche se in questa favola se la scampa, a sedici anni entrò nella casa di tre orsetti e si addormentò nel lettino di uno di essi. Venne sbranata pochi minuti dopo.
Ma andiamo avanti. Il lupo corse in città , sino a casa della nonna. Bussò alla porta.
Chi è? Se siete testimoni di Geova vi sparo!”
Nonnina, sono Capuccetto Rosso”
Che palle, erano meglio i Testimoni di Geova...”
Il lupo nel sentir queste parole, perse la pazienza, buttò giù la porta con una spallata, andò dritto a letto della nonna, abusò di lei, e poi la ingoiò. PQuindi si mise le sue vesti e la cuffia, si coricò nel letto e tirò su le coperte sino al naso. Dopo un po' senti una vocina:
Buongiorno nonnina, sono venuta a trovarti!” Era Cappuccetto Rosso. Il lupo non rispose. La bambina si avvicinò al letto, con la manina diede un colpetto alla spalla del lupo.
Sei morta?” chiese la fancilla.
Ma che dici, angioletto. Stavo facendo una pennichella”
Ma nonna, che orecchie grosse hai”
Orecchioni”
Ma che occhi grossi che hai”
Congiuntivite”
Ma che mani grosse che hai”
Artrite”
Ma che bocca grossa hai!”
Ma sei venuta a trovarmi o a rompermi i coglioni?”
E detto questo il lupo con un balzo fu sopra Cappuccetto Rosso e la ingoiò. Dopo tutto questo gran mangiare all'animale venne sonno, si rimise a letto, accese il televisore, fece un po' di zapping e si addormentò, lasciando sintonizzato il televisore su Vittorio Sgarbi che urlava contro un tale, non si sa per quale motivo.
Proprio in quel mentre passò di là un cacciatore, un certo Gioacchino Burtolazzi, famoso nel paese per avere la testa così a punta da potersi tagliare i capelli usando un temperino. Sentendo il gran vociare provenire dalla casa della nonna decide di dare un'occhiata, ma inciampò sullo zerbino ed entrò nella stanza a testa bassa, infilzando il lupo e uccidendolo sul colpo.
Mamma che casino ho combinato!” Pensò il cacciatore. Stava per andarsene alla chetichella, quando sentì provenire una voce dalla pancia del lupo:
Aiuto, fateci uscire! Oppure dateci dei giornalini!”
Il cacciatore si sfilò il coltello, con due rapidi colpi allargò il buco della pancia. Saltò fuori Cappuccetto Rosso, e subito dopo la Nonna. Poi un criceto. Una rana. Un ombrello. Un tostapane.
Cappuccetto Rosso e la nonna abbracciarono il cacciatore, ringraziandolo. Saputo di questa avventura, il paese organizzò una grande festa, e tutti ballarono e bevvero sino all'alba.
Un mese dopo Giocchino si candidò alle amministrazioni Comunali come Sindaco, e prese il 65% dei voti. Tre mesi dopo fù arrestato mentre prendeva una mazzetta da un'imprenditore edile.

4 commenti:

  1. molto molto divertente..riuscirò mai a postarloooo?

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  2. bellidssimo racconto. Complimenti allo scrittore

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  3. Ciao Frank, l'ho letto e mi diverte sento che è nelle mie corde.
    Lo stampo e poi lo studio un pò.
    Baci
    Manu

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  4. Roberto Sciarra2 febbraio 2012 13:07

    Davvero fantastico... una bellissima idea... in fondo le favole sono lo specchio della realtà...

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