"Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi... " Eliot Rosewater

giovedì 7 luglio 2011

La vera storia del buco del culo

Quando fu creato il corpo umano, tutti gli organi presentarono domanda per venirne a capo.
Disse il cervello: "Io sono l'intelligenza e trasmetto gli ordini a tutto il corpo e quindi e' giusto che io sia il capo".
Il cuore disse " Io faccio circolare il sangue, sono l'organo piu' importante, e quindi devo essere io il capo".
Lo stomaco disse: "Io trasformo in energia tutti i cibi e quindi e' giusto che sia io il capo".
Le gambe dissero: "Noi sfruttiamo l'energia prodotta dallo stomaco e facciamo muovere il corpo e quindi e' giusto che siamo noi il capo".
E cosi' via, tutti gli organi proposero la loro idea, piu' o meno valida. Ma quando tocco' al Buco del Culo tutti scoppiarono in una grande risata.
Il Buco del Culo, indispettito, si mise in sciopero e non fece piu' lo stronzo.
In poco tempo tutto il corpo stette male; il cervello divenne febbricitante, lo stomaco aveva i crampi e le gambe non si muovevano piu'.
Cosi', prima di giungere alla morte, tutti gli organi di comune accordo, decisero che il Buco del Culo doveva essere il capo e lui ricomincio' a fare lo stronzo.

Scrivere poco..


ed è così ...cercare di scrivere poco per esprimere la grandezza di un sentimento, di un sogno, di uno sguardo.
Allora che scrivere davanti ad un foglio bianco?
Quanto può essere noioso sentire il rumore di una macchina quando i pensieri amano il silenzio ed è solo con lui che vogliono stare.
No non voglio sentire nulla...il silenzio è un amico,sa ascoltare,sa aspettare.
Aspetta il tuo momento, quello che arriva quando inizi a raccontare.
Raccontare di te o degli altri, di qualcosa, ma senza riserve e senza  paura; paura anche della propria solitudine.
La solitudine è il sentimento del mondo lontano, dell'assenza di un'anima cara, pura, della gioia di condividere.
Non siamo mai soli quando sappiamo che da qualche parte c'e' qualcuno che ci comprende che ci ama e ci accetta , belli e brutti, come capita.
Il silenzio ci regala la grande opportunità di far sorgere il sole dentro noi, quello delle idee, delle speranze, dei sogni ad occhi aperti, dei nostri piccoli o grandi progetti e delle nostre illusioni.
Con il silenzio ci sentiamo respirare, percepiamo la nostra vita, assaporiamo la nostra tristezza e la voglia di rinascere.
Manuela

mercoledì 6 luglio 2011

martedì 5 luglio 2011

La signora dei venti di Muscolino Stefano Giovanni

Eccola, finalmente! Per più di venti minuti abbiamo corso sotto quell'orribile temporale e la nostra lanterna per miracolo è riuscita a restare accesa. Ci siamo infilati sotto dei palmeti, riuscendo solo in parte a restare indenni dall'acquazzone. Il mare era orribilmente agitato e già mi sgomentavo che questa missione poteva iniziare male! Mentre ci eravamo radunati sotto le palme, mi ero consigliato con i miei compagni.
Jacinto: Dannazione! Questo tempo sembra non darsi pace! Le furia del vento sembrano voler travolgere contro di noi anche la sabbia bagnata! Siamo sicuro che quello che ti ha dato il lavoro è rimasto alla costa ad aspettarci?

Pablo: Sicuro! Magari lo troveremo ad aspettarci con delle bellissime donne indigene, pronte a metterci una corona di fiori intorno alle gole e con delle foglie di palme a sventolarci per non farci sentire caldo! Hehehehe!!

Josè: Diamoci una mossa!! Non ho voglia di prendermi la polmonite!

Pablo era il solito idiota! Mi veniva solo voglia di prenderlo a calci per le ennesime cretinate! Non lo sopportavo, sopratutto varie volte ha fatto battute alla mia fidanzata che ho trovato di pessime gusto. Gridai a Pablo di tacere e diedi ragione a Josè, infatti era meglio darsi una sbrigata. Il dubbio di Jacinto era legittimo! In effetti avevo dubbi anchio che con questo tempo, fossero rimasti ancorati vicino alla spiaggia. Di sicuro si saranno allontanati per non essere travolti dalle onde. Il vento ci trascinava ovunque mentre la pioggia cadeva inesorabilmente sulle nostre teste, non avevo mai visto una tempesta più brutta di questa. Gridai di darci la mano e di restare uniti! La visibilità in quei palmeti era peggiorata tanto che non ci vedevamo più nulla! Lentamente ci avvicinavamo a quello che sembrava una luce in mezzo al mare, saltellava letteralmente sulle onde con quella tempesta! Pablo era scivolato e abbiamo aiutato tutti a farlo rialzare, con l'armatura a piastre che indossava e quella pesante borgognotta in testa, si muoveva con difficoltà.

Josè: Non per dire, ma la nave che dobbiamo raggiungere fa il rodeo sopra le onde!! Nemmeno il cavallo selvatico del mio zio Caspar saltella come quella nave! Come diavolo facciamo a salirci Pedro!!

Ero di fronte ad una scelta di vita o di morte. Mi guardarono negli occhi cercando una mia opinione. Lo sapevo che erano spaventato ma abbassando la testa, decisi che l'avremo raggiunta.... Sperando che non fosse la nostra fine.

(ArKaVaReZ)

domenica 3 luglio 2011

Addio, tenente Colombo...

Addio, tenente Colombo
L'attore aveva 83 anni. Da tempo soffriva di Alzheimer. Per il ruolo che gli diede la fama vinse quattro Emmy Awards e un Golden Globe. Gli inizi in teatro a Broadway. Il successo al cinema.
ROMA - E' morto Peter Falk, il "tenente Colombo" dallo sguardo svagato e l'impermeabile spiegazzato, protagonista amato della serie televisiva nata nel 1967 sul canale americano Nbc e diventata un culto in Italia alla fine degli anni '70. L'attore, malato da tempo di Alzheimer, aveva 83 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari, che non hanno rivelato la causa della morte, avvenuta ieri notte a Los Angeles. Nato a New York nel 1927, da padre polacco di origini ungheresi e da madre russa, prima di iniziare la carriera artistica Peter Michael Falk aveva lavorato come impiegato dello Stato del Connecticut. Annoiato dalla routine d'ufficio, aveva iniziato a studiare recitazione, facendosi le ossa in teatro a Broadway. A cavallo degli anni '50 e '60 erano arrivate le partecipazioni in serie tv. Ai confini della realtà, Alfred Hitchcock presenta e Naked City. Ma il cinema gli aveva regalato, nel 61, l'indimenticabile ruolo di simpatico malavitoso al fianco del boss superstizioso Glenn Ford: Angeli con la pistola. Quello sguardo un po' così, diventato tratto distintivo dell'attore, era dovuto alla protesi oculare che l'attore portava da quando, a tre anni, gli avevano dovuto asportare l'occhio destro a causa di un tumore. Leggenda vuole che il boss Harry Cohn della Columbia Pictures abbia rifiutato Falk durante un casting dicendogli: "Per gli stessi soldi posso avere un attore con due occhi". Il tenente Colombo era andato ininterrottamente in onda dal '71 al '78 e, visto il grande successo, ne sono stati girati anche dei film per la tv. Falk aveva vinto, grazie al suo personaggio, quattro Emmy Awards come migliore attore. Falk aveva avuto due lunghi matrimoni. Negli anni '60 aveva sposato Alycia Mayo, conosciuta quando erano entrambi studenti alla Syracuse University. La coppia aveva adottato due figli, Catherine e Jackie, e divorziato dopo sedici anni di unione. L'anno dopo la separazione, nel '77, l'attore aveva sposato la collega Shera Danese, che appare in sei episodi della serie televisiva di Colombo. Gli ultimi anni, per Falk, erano stati difficili. Nel 2008 gli era stato diagnosticato il morbo di Alzheimer, la figlia adottiva Catherine ne aveva richiesto, e dapprima ottenuto, la tutela legale. Contro la decisione aveva fatto ricorso la seconda moglie, Shera Danese, cui l'attore, prima che la salute peggiorasse, aveva dato mandato di gestire la sua salute e i suoi affari.

sabato 2 luglio 2011

IL MIO AMORE CRIMINALE




Il mio amore criminale” è il racconto di una storia d’amore, ma di un amore sui generis che procura disagio, sofferenza, anche disgusto e che mette continuamente alla prova. Il romanzo è l’appassionato monologo che una madre fa al figlioletto che porta in grembo, a quel frutto di un amore “folle” verso un criminale che non riesce a redimersi. Scritto in maniera agile risulta avvincente e piacevole per qualsiasi tipo di pubblico

mercoledì 29 giugno 2011

CARNE E SANGUE di Michael Cunningham


Michael Cunningham , nato in Ohio nel 1952 e vissuto in California, è noto per avere scritto “Le Ore”, da cui è stato tratto il film nel 2002 ,con Nicole Kidman,Meryl Streep e Julianne Moore.
Del 2002 è anche il suo romanzo, meno noto ma comunque intenso e bellissimo, “Carne e sangue – una famiglia americana, dal 1935 al 2035”.
Saga familiare, in cui si vive la storia cruda e fragile della famiglia Stassos, la fatica e il desiderio di vivere in una famiglia con uno status sociale “alto”, dei loro cento anni nel suolo americano.
Si narra la vita del capostipite di origine greca Costantine, che fa fortuna passando da manovale ad imprenditore edile, e di sua moglie Mary, algida e debole creatura di origine italiana, dei loro figli Susan, Billy e Zoe e di tutte le loro vicissitudini per tentare di avere una vita serena in una sorta di precario equilibrio. Seguiamo con interesse la bella e responsabile Susan, il figlio “scomodo” e solo apparentemente fragile Billy e Zoe, la figlia più piccola e più sensibile. Il libro è composto dall’alternarsi di brevi e lunghi capitoli il cui titolo è un anno, un anno significativo di crescita e scoperta per uno dei protagonisti appartenenti alla famiglia e non: si comincia con il 1935 (l’infanzia povera di Costantine) e si termina con un ultimo breve capitolo nel 2035, quando una conversazione della nuova generazione fa capire che comunque l’amore famigliare, anche se con difficoltà, riesce a sopravvivere. Siamo tra i loro pensieri e possiamo intuire attraverso il racconto di come la famiglia si stia rompendo, modificando e infine aprendo a nuove alleanze. Leggiamo la loro vita difficile, “la carne e il sangue”, le passioni forti, la loro fatica per essere accettati, riconosciuti, amati.
Fin dalle prime pagine il lettore viene catturato dalla scrittura sensibile e ipnotica di Cunningham, che scava nei suoi personaggi rendendoceli così veri nelle loro inquietudini e paure, nelle loro fugaci gioie e solidi dolori, che leggendo “noi siamo con loro”, vicini alle loro vite, senza commenti e giudizi e quando ce ne stacchiamo ne sentiamo la mancanza. Pochi scrittori come lui hanno la sensibilità e la bravura di trasmetterci tutto questo

Tratto da Le Beatrici di Stefano Benni

Lui - Dove sono gli occhi tuoi neri,
e il profilo tuo da Dea,
mi consumo nell'idea,
di poterli riveder.

Lei - Sono azzurri ora i miei occhi,
poiché ho le lenti a contatto,
ed il naso l'ho rifatto,
deh riconoscimi o mio amor.

Lui - Piû non vedo la tua bocca
piccolo biocciolo di rosa
che baciavo voluttuosa.
E il tuo virginale seno
che tenevo in una mano
or mi sembra assai più grande
quattro volte crebbe almeno.

Lei - Oh mi turba quel ricordo
ma son io sempre la stessa
la mia bocca è un po' più grossa
ed il seno mio trabocca.
Mi cambiò il silicone
ma non cambiò mai la mia passione.

[cantano] Oh, il nostro amor non invecchierà [mai
e insieme a lui non invecchieremo noi
anche se non so più chi sono
e non so più chi tu sei.

Lei - Il to cuore batte in petto,
del tuo ardore sento il suono
ma non riconosco il tocco
della tua virile mano.

Lui - Il mio cuore vecchio e stanco
subì un abile trapianto
e la mano non è mia
è sintetica, è una protesi.
Fu recisa in un duello
nel giardin di Fontainebleau
un chirurgo la riattaccò.

Lei - Oh destino sciagurato
così tanto ci ha cambiato.
Aspettando in speme e pianto
anch'io subii un trapianto
e cambiai tre volte sesso,
ma il mio amore per te è lo stesso.

Lui - Oh destino sciagurato
così tanto ci ha mutato.
Più nasconderlo non posso
ti dirò la verità.
Il tuo amore no, non sono
Il tuo amor morì soldato
ma una goccia del suo sangue
fu clonata ed io son nato
copia esatta e replicante
del tuo antico dolce amante.
E l'amor restò uguale
non respingermi anche se
io non son l'originale.

Lei - Questa verità segreta
il mio cuore indora e allieta
Neanch'io son la tua amata
ma una copia assai riuscita.
Lei la tisi consumò
io polmoni non ne ho.
O mio ben fai ciò che vuoi
con i materiali miei.
Il mio cuore tuo sarà
ai voleri tuoi mi arrendo
io ti giuro fedeltà
ecco il mio telecomando.

[insieme] il nostro amor non invecchierà mai
e insieme a lui non invecchieremo noi.

[lei inizia a perdere la voce, come se le si scaricasse la pila, come un disco a trentatré giri]

Lui - Mimì... Violetta [al pubblico] la pila non le lascia... che poche ore...

Lei - Amore... muoio... mi scarico... maledetti!
Povera vita mia,
ero ancora in garanzia.

Se mi chiamassi (Pedro Salinas)

Se mi chiamassi, sì,
se mi chiamassi.
Io lascerei tutto,
tutto io getterei:
i prezzi, i cataloghi,
l’azzurro dell’oceano sulle carte,
i giorni e le loro notti,
i telegrammi vecchi
ed un amore.
Tu, che non sei il mio amore,
se mi chiamassi!
E ancora attendo la tua voce:
giù per i telescopi,
dalla stella,
attraverso specchi e gallerie
ed anni bisestili può venire.
Non so da dove.
Dal prodigio, sempre.
Perché se tu mi chiami
- se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi -
sarà da un miracolo,
ignoto, senza vederlo.
Mai dalle labbra che ti bacio,
mai dalla voce che dice:
“Non te ne andare”.


Le mille e una poesia di ArKaVaReZ

La poesia oggi giorno sembra una cosa insulsa, lo credevo anchio... e mi spagliavo...
Con poche parole si può raccontare una vita intera..


Sotto le stelle
Nell'oscurità della notte
la luce fugge lontana,
come una cometa 


(è come una persona sincera, in mezzo a tanti bugiardi. Disgustata, scompare all'istante)

Una pepita d'oro
Come l'avorio dell'elefante,
la sua bellezza fa sognare,
e acceca il nostro cuore.


(siamo volubili davanti alle cose belle, e avvolte ci rendono stupidi)

....
Soffia la bora,
dal cielo innevato,
ma il falco vola ancora. 

 
(Nessun nome, non si può commentare la natura, lei sa sempre quello che vuole 
e fa la cosa più naturale. Cerca.... Come noi tutti)

Ombra
eterna compagna,
dalla luce fuggi,
e da dietro mi segui. 


(Vogliamo essere buoni ma non lo siamo, vogliamo diventare cattivi 
e in fondo al cuore ci scopriamo buoni)



ArKaVaReZ